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Strategie anticrisi - il ruolo degli Enti Locali
 
La crisi iniziata dopo la metà del 2008 si è trasformata in breve tempo da finanziaria ad economica portando l’Italia ad una previsione di decrescita del PIL (cifre di questi giorni) del -6% per il 2009, ovvero piena recessione.  
Premesso che alla base di una strategia anticrisi sta una radicale riforma degli ammortizzatori sociali che estenda a tutti i lavoratori senza discriminazioni ed a tutti i tipi di lavoro (anche autonomo) le protezioni sociali, province e regioni hanno il compito di assistere chi perde il posto di lavoro e di favorire (senza discriminazioni di sorta) il reinserimento dei lavoratori attraverso la formazione.Tali politiche sono di pertinenza degli EELL perché si implementano sul singolo soggetto e quindi hanno una natura spiccatamente territoriale. I comuni, poi, hanno un ruolo importante da giocare sia sotto il profilo dell’assistenza e sia per collegare l’azione formativa di regioni e province ad una strategia di sviluppo economico del territorio, elemento fondamentale per la ripresa.

Misure del primo tipo (welfare) sono:

1. L’istituzione di un “Patto di cittadinanza e di solidarietà” con i lavoratori che hanno perduto definitivamente il lavoro: questi vengono inseriti a tempo determinato in attività utili e visibili per la cittadinanza.

2. La rateizzazione del pagamento delle rette per nido, scuole d’infanzia, trasporto scolastico, mensa scolastica e servizi comunali in generale, su proposta dell’assistente sociale, che valuta la effettiva condizione di bisogno.

3. La promozione di accordi con i gestori dei servizi idrici, di distribuzione del gas e di altre utenze, per favorire la rateizzazione dei pagamenti, anche per le bollette scadute, su proposta dell’assistente sociale.

4. L’attivazione del Microcredito, attraverso apposite convenzioni con le banche per la concessione di finanziamenti a favore di privati, supportati da fidejussione da parte del Comune. In relazione a ciò, i Comuni propongono agli Istituti bancari di sottoscrivere una convenzione con caratteristiche di favore rispetto al mercato e limitata ai casi realmente meritevoli di sostegno.

5. Favorire la massima accessibilità alle agevolazioni nazionali: bonus elettricità, bonus famiglia, social card e alle nuove disposizioni regionali previste dall’Assessorato alle Politiche Sociali attraverso adeguata  campagna pubblicitaria e invio di comunicazioni mirate alle famiglie.

Alle misure del secondo tipo (sviluppo) appartiene l’istituzione a livello comprensoriale di appositi osservatori economici sulla congiuntura con Comuni, Imprenditori, Sindacati, Provincia, Camera di commercio, Parrocchie, Cooperative sociali, Agenzie del lavoro, Azienda ULSS. Si tratta di strumenti utili per monitorare la situazione, pubblicare dati periodicamente ed individuare quei settori produttivi su cui indirizzare gli interventi formativi che preparano risorse preziose per la successiva fase di sviluppo. I dati su cui si lavora su base comprensoriale si basano su quelli già disponibili presso Enti operanti sul territorio (es. Osservatorio della Camera di Commercio) evitando così di creare inutili nuove strutture burocratiche.

Giuseppe Esposito

Direzione provinciale Pd Treviso

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